Rassegna Stampa / 2010-02 - Imbottigliamento

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Flessibilità per imbottigliare gassosa

Il nuovo impianto realizzato da AKOMAG per Gazzose Ticinesi permette di imbottigliare, utilizzando una sola linea, sia vetro sia PET in diversi formati.
La linea dotata di una capacità oraria fino a 6.000 bottiglie
consentirà all’azienda di incrementare ulteriormente la sua competitività e il suo trend di crescita

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La Gazzose Ticinesi Sa di Personico, a circa 20 km da Bellinzona
(Svizzera), produce e commercializza “Fizzy”. È una bibita analcolica, tipicamente ticinese, all’aroma di limone, mandarino e lamponi, apprezzata non solo nel Canton Ticino ma anche in Svizzera tedesca, che l’azienda produce anche a marchio commerciale per un’importante catena di distribuzione svizzera. Fondata nel 1890, con centovent’anni di storia alle spalle, la Gazzose Ticinesi è stata rilevata all’inizio degli anni ’70 da Augusto Bontà e Luca Bianda, gli attuali titolari che in quasi quarant’anni di attività hanno saputo, non soltanto conservare la tradizione e l’ottima reputazione del marchio, ma sono stati in grado di sviluppare un’attività commerciale importante che ha permesso negli anni all’azienda di svilupparsi fino agli attuali volumi produttivi oramai prossimi ai due milioni di bottiglie. Cifre che i titolari hanno intenzione di raddoppiare nel breve periodo. Per questo motivo, ad aprile 2009, hanno deciso di rinnovare completamente l’impianto produttivo inserendo una nuova linea di imbottigliamento più performante capace di garantire gli obiettivi prefissati.
 

Per la realizzazione dell’impianto la Gazzose Ticinesi si è affidata all’esperienza e alla professionalità di AKOMAG (www.akomag.com), azienda di Soragna (PR) conosciuta sul mercato italiano e internazionale oltre che per le sue macchine lavabottiglie, sciacquatrici e sterilizzatrici per bottiglie di vetro, PET e per boccioni, e per le macchine lavacasse, anche come azienda capace di fornire impianti di imbottigliamento completi.

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Dalla lavabottiglie alla linea completa
«Ci siamo rivolti ad AKOMAG perché inizialmente eravamo interessati a sostituire la nostra vecchia lavabottiglie – spiega Augusto Bontà. – Abbiamo conosciuto l’azienda nel corso di una manifestazione fieristica e siamo rimasti subito colpiti per lo standard qualitativo e per la semplicità d’uso delle sue macchine. Sapevamo che AKOMAG aveva già fornito una lavabottiglie a un’importante azienda di acque minerali del Ticino, e questo è stato quel fattore determinante che ci ha fatto propendere per l’azienda parmense. A un’attenta analisi, insieme ai tecnici dell’AKOMAG, abbiamo capito però che la Gazzose Ticinesi più che di una semplice lavabottiglie aveva bisogno di un restyling produttivo completo. L’impianto in funzione dal 1982, con una capacità produttiva massima di 2.000 bottiglie/ora, non avrebbe permesso l’ulteriore sviluppo commerciale della nostra azienda. In questi ultimi anni, la Gazzose Ticinesi ha intrapreso un trend di crescita più significativo rispetto al passato e questo sia grazie allo sviluppo di nuovi mercati, ma soprattutto a seguito dei rapporti commerciali instaurati con la Grande Distribuzione Organizzata, rapporti che ci hanno proiettati anche nel PET. Abbiamo quindi puntato sulla realizzazione di un impianto di imbottigliamento completamente nuovo dalla lavabottiglie al fine linea, un impianto estremamente flessibile, capace di lavorare sia la bottiglia in vetro sia quella in PET nei diversi formati da 33 cl, da mezzo litro, da 1 litro e da 1,5 litri e nelle diverse tappature – a vite, a corona e a martinetto – con una capacità produttiva fino a 3800 bph». Vetro-PET, un connubio difficile su una sola linea «Realizzare un impianto misto vetro-PET, non è un’impresa da poco e genera difficoltà che abbiamo comunque superato grazie alla lunga esperienza della nostra azienda – commenta Rino Spotti, socio fondatore di AKOMAG insieme a Marco Triulzi e Renato Sivelli. – Il contenitore di vetro e di plastica ha stabilità molto diversa quando si tratta di correre lungo il nastro trasportatore a catena e quando deve essere processato dalle diverse macchine sulla linea – il vetro più pesante e con un fondo piatto è più stabile della bottiglia in PET leggera e con fondo petaloide. A ogni modo, gli opportuni accorgimenti che abbiamo adottato durante la progettazione della linea e nei mesi successivi allo start up, hanno permesso di raggiungere la piena funzionalità dell’impianto. Impianto che dopo quattro successivi layout realizzati dal nostro staff tecnico e discussi insieme al cliente per soddisfare qualsiasi esigenza produttiva e di spazio, è stato realizzato ponendo a monte la lavatrice per il vetro, una AKOMAG modello Taurus da 6.000 bottiglie/ora, seguita da una sciacquatrice per bottiglie in PET, da una riempitrice da 3.000 litri/ora, dalla tappatrice a due teste per tappi filettati e a corona e dall’etichettatrice. Per quanto riguarda, poi il fine linea, per il PET c’è una fardellatrice e una manigliatrice, mentre per il vetro un’incartonatrice. L’impianto è dotato anche di un premix per la miscelazione del prodotto, di un impianto CIP per il lavaggio dell’imbottigliatrice e del premix e di una lavacasse. L’impianto comprende macchine realizzate direttamente da AKOMAG (lavabottiglie e lavacasse) e altre prodotte da costruttori specializzati dei quali ci serviamo da molti anni per offrire ai nostri clienti un pacchetto completo in relazione alle esigenze specifiche di produzione e alla tipologia di prodotto».
 
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Un bilancio positivo
Dopo quasi un anno dallo start up, Augusto Bontà è soddisfatto dell’impianto: «Il bilancio è positivo – conclude – anche se, ovviamente, è stato necessario un periodo di messa a punto di tutta la linea per rispettare le nostre esigenze produttive così particolari. Durante questo periodo abbiamo sempre ricevuto un’assistenza puntuale da parte dei tecnici AKOMAG. Ora la sfida è ottimizzare le performance della nuova linea di imbottigliamento: dopo aver conquistato i negozi del Ticino, sono 200 le realtà commerciali che ospitano i nostri prodotti, ci apprestiamo a varcare le Alpi e a sviluppare anche il mercato in Svizzera francese».

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